| PEKINO | ||||
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martedì, 23 novembre 2004 Il cesso si rinnova. Benvenuti a Pekino! La sua Grande Muraglia, la sua Citta' Proebita e ... i suoi bagni pubblici! Per tutti i visitatori della capitale cinese, piu' di una volta traumatizzati al passaggio di un bagno pubblico, questo slogan puo' sorprendere. In effetti, questo e' il sogno del Municipio di Pekino, che ha recentemente ospitato il Summit Mondial della Toilette, sperando cosi di cambiare la reputazione nauseabonda dei WC dell'Impero del Mezzo. E' un'occasione importante 400 delegati riuniti e l'argomento e' serio. La China presenta il suo porogramma per risanare le toilette pubblike: i bagni "quattro stelle", spaziosi, igenici, ke incarnano l'aspetto sorridente dei WC, quelli ke la Cina vuole presentare al mondo per i Gioki Olimpici. Ma la realta' e' diversa: negli hutongs gli abitanti non dispongono di servizi sanitari in casa e sono costretti a usufruire di quelli pubblici, dei WC di quartiere. Per noi - gli stranieri - e' un'esperienza da dimenticare, ma loro - i Cinesi - hanno imparato a organizzare una vita sociale attorno a questo luogo, dove poter incotrare i propri vicini, fumare o leggere il giornale... Quello ke piu' sorprende: e' l'orgoglio ke il potere cinese mette in questa campagna di modernizzazione dei cessi. Come se, dopo avere perso la faccia per lungo tempo, dovesse provare al mondo ke la grandezza de la Cina passa anke da li! martedì, 16 novembre 2004 Pekino sotterranea. Si perde tra i vicoli (hutong), tra le case antike, i negozietti e i venditori ambulanti. Appena entrati, l'odore e' quello di Napoli sotterranea, o di altri posti kiusi, umidi e sommersi da metri di terra e polvere. Pekino sotterranea e' la storia di uno attacco bellico mai avvenuto. Negli anni della rivoluzione culturale, la Cina di Mao temeva un attacco di ki un tempo era amico, l'Unione Sovietica. I lavori iniziano nel 1969 e finiscono 10 anni dopo. Risultato?!? Kilometri di tunnel ke percorrono sottoranei tutta la citta', fino alla Grande Muraglia e alla citta' di Tianjin (200 km circa da Pekino); capienza 300.000 abitanti; biblioteca, cinema, ambulatori e qualt'altro erano stati previsti all'interno del mega tunnel. Adesso Pekino sotteranea e' un luogo di vista, conosciuto da poki - nn appare neanke sulle guide - ancora una volta in bilico tra realta' e propaganda storica. La visita dura 30 minuti circa. Il percorso visitabile e' limitato, decorato da grandi iconografie dei grandi leader del comunismo internazionale (Marx, Lenin, Stalin, Mao, Castro) o di ki del comunismo era considerato amico (Neru). La visita si conclude in una sala in cui si producono piumoni in seta, ke poi verranno venduti nella sala accanto. Perke' i piumoni? Erano quelli ke sarebbero stati usati durante l'attacco dalla gente evacuata. Ke bizzarria! giovedì, 11 novembre 2004 Non comprate cashmere, almeno quello della Mongolia Interna In Mongolia Interna, le capre da cashmere vanno in giro con la giacca a vento. Simpatica immagine a promo akkitto, invece e' la testimonianza di una catastrofe ambientale in corso. "Desert Witness" e' una piccola pubblicazione fotogragica, realizzata da Lu Tongjing, un fotografo d'investigazione. Lui e' cinese della Provincia Shandong, ma la rivoluzione culturale lo ha deportato in Mongolia Interna (MI), per placare i suoi desideri rivoluzionari. Dopo quasi 30 anni da quel periodo, Lu continua a lottare per qualcosa, non piu' contro il regime, ma a favore della pretezione ambientale di quella regione (MI) di cui si e' tanto innamorato. La sua campagna vuole documentare il processo di desirtificazione in MI. Il deserto avanza (la sabbia a volte arriva fino in Korea e in Giappone! pekino ne ' sommersa durante la primavere) e con lui poverta' e miseria per i gruppi nomadi delle steppe mongole. Lu sostiene qualcosa puo' essere fatta. Diminuzione dell'allevamento di pecore da cashmere sarebbe una soluzione. In altri termini, bisognerebbe applicare la politica del figlio unico alle capre da cashmere: 2 soli capi per famiglia. Il problema e' il seguente: le capre da cashmere mangiano l'erba e le sue radici, lasciando il terreno incolto, facilitando cosi' il processo di desirtificazione. E' un caso di sovrallevamento e uso in proprio delle risorse naturali, ke si ripercuote sulla popolazione e sull'intero ecosistema della zona. In Occidente, un maglione di cashmere costa anke 1.000 euro, un allevatore ne riceve solo 30 per ogni kilo di lana. Il pasticciaccio inizio' nel 1982, quando degli investitori giapponesi iniziarono il progetto cashmere in MI, e precisamente nella zona Alashan. Mai prima di allora si erano viste capre da cashmere in questa zona! mercoledì, 10 novembre 2004 Far Eastern Economic Review.
La strana storia di un settimanale. Il Far Eastern Economic Review (FEER) pubblicato a Hong Kong ha giocato per cinquant’anni un ruolo importante nel paesaggio mediatico del Sud Est Asiatico. Da Pekino a Singapore, ha raccontato tutti gli sconvolgimenti vissuti in Asia. Ma adesso chiude. Il suo ultimo numero è stato pubblicato il 4 Novembre 2004. Questa volta la colpa non è del governo di Pekino, ma del suo gruppo editoriale Dow Jones, che ha deciso di trasferire la redazione del settimanale a Pekino e di trasformare la rivista in un mensile analisi di personalità asiatiche della politica, del business e dell’insegnamento. Solo il nome verrà mantenuto! Questa decisione rappresentà però una una vittoria per la Cina e per altri governi autoritari vicini, come quelli di Singapore, del Vietnam e del Myanmar. In viaggio per la Cina... Ho visto tante cose, ma sopratutto ho visto la Cina ke desideravo vedere. Caterpillar. Portavo a spasso una delle mie visite, ke da tanto lontano e' arrivata a Pekino. Le ho subito proposto una pedalata fino alla zona ke io considero come la piu' bella, inquanto autentica, di Pekino: Houhai (o Distretto Xicheng - Distretto Ovest della Pekino Vekkia, per utilizzare il nome topograficamente esatto!). "Confusione, panico, non capisco, dove sono, ke faccio? Ah, si delle foto [...]" Ripresami dall'accaduto, decido di scrivere quanto segue: Trentadue medaglie d'oro per un totale di 63. Questo è il bottino della Repubblica Popolare Cinese alle Olimpiadi di Atene 2004. Ma per la Cina i passati giochi olimpici hanno rappresentato qualcosa di più di una gara internazionale di altissimo livello: sono stati la prova generale di "Pechino 2008". La Cina vuole sbalordire: una delegazione con più di 600 atleti, 63 medaglie vinte e 4 anni per fare di Pechino una vera città olimpica. Questa è la nazione che appare attraverso i mass media cinesi, prima, durante e dopo le Olimpiadi. Uno spettacolo per lo più incomprensibile all'orecchio occidentale, ma le cui immagini parlano chiaro. La Cina vuole uscire dalla chiusura del regime e dallo stereotipo del paese "in via di sviluppo". Vuole essere al passo con le nazioni economicamente più sviluppate e le Olimpiadi del 2008 la aiuteranno a dimostrarlo. Ma c'è una parte di Cina che in questo gioco rimane più nascosta, non perché lo voglia ma perché non ha mezzi per farsi conoscere. La Cina distrugge per far spazio alla nuova città dei giochi: la maggior parte degli hutong - le minuscole e labirintiche vie che di Pechino hanno fatto la fama - vengono continuamente distrutti. Camminando nella parte vecchia di Pechino si ha difficoltà a ricordare i posti, molti non esistono più, altri stanno tra ruspe e macerie. La distruzione (o rinnovamento, come lo chiamano i developpers cinesi) segue la disperazione di chi ha perso la casa in cui abitava, anke se adesso la proprietà privata esiste - Emendamento Nr. 4 alla Costituzione Cinese, Marzo 2004. Si chiama forced eviction e in Cina non esiste nessuna tutela contro quest'atto crudele ed estremo. |