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Cronake semiserie dalla Cina. Da un'idea occidentale di Elena Asciutti

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lunedì, 25 aprile 2005
 

Il Giappone si scusa per il suo passato colonialista.

In occasione del vertice afroasiatico di Jakarta, il primo ministro giapponese Junichiro Koizumi ha presentato scuse ufficiali per le "enormi sofferenze" inflitte alle popolazioni asiatiche durante la Seconda guerra mondiale.
Koizumi spera così di ristabilire buoni rapporti con  la Cina dove, nei giorni scorsi, migliaia di persone hanno manifestato contro la pubblicazione di un manuale scolastico giapponese che minimizza le atrocità commesse dalle truppe di Tokyo durante il conflitto. Il premier giapponese potrebbe incontrare il Presidente cinese Hu Jintao nei prossimi giorni.

postato da Pekino | 09:03 | commenti


martedì, 12 aprile 2005
 

Se il prossimo Papa fosse cinese?

La Cina ha seguito la morte del Papa molto da vicino. Saputo delle cattivi condizione del Pontefice, ha iniziato a madare telegrammi al Vaticano, tramite le due associazioni cattolike cinesi (Associazione Cattolica Patriottica Cinese e Colleggio dei Vescovi Cattolici), ke rappesentano 5 milioni di cinesi cattolici. Ma allo stesso tempo il Vaticano ha denunuciato l'arresto di preti e fedeli ke si erano raccolti per pregare per il Papa. E ancora il governo di Pekino ha accusato lo Stato italiano per aver concesso il visto alla delegazione di Tawain, ke aveva deciso di partecipare ai funerali del Pontefice. Ancora una speranza: Pekino augura di poter riavviare relazioni amikevoli con il Vaticano, interrote negli anni'50 con l'espulsione di tutti i missionari stranieri dal territorio cinese. Ma a una condizione: Il Vaticano deve rompere tutti i rapporti con Taiwan e impegnarsi a non utilizzare la fede per i propri fini politici! A questo punto, il prossimo Papa potrebbe essere anke cinese, kiudendo cosi il cerkio del trend-cina in Occidente. 

postato da Pekino | 05:30 | commenti


lunedì, 11 aprile 2005
 

Cina-Giappone e le ceneri mai spente.


In Cina l'onda antinipponica cresce. Nel mirino l'ambizione giapponese per un seggio permanente al consiglio di sicurezza dell'Onu e i nuovi testi scolastici che sorvolano sulle atrocità di Tokyo durante l'invasione della Cina. Nella corsa all'Onu il paese del sol levante ha l'appoggio americano e la forza di essere la seconda economia e il secondo esercito del mondo e non può più essere un nano politico, anche rispetto alla crescita di Pekino. Ma la Cina e gli altri paesi invasi dai giapponesi 60 anni fa pensano che il Giappone non meriti quel seggio. Tokyo non ha seguito l'esempio  della Germania e non ha ammesso gli errori del passato.

Manifestazioni antigiapponesi sono state organizzate durante tutto il fine settimana in Cina: sabato una grande manifestazione e' stata organizzata davanti l'Ambasciata giapponese a Pekino; domenica tremila persone hanno protestato davanti al consolato generale a Canton e altre centinaia hanno preso di mira negozi e ristoranti giapponesi a Shenzen.

 

postato da Pekino | 12:38 | commenti


venerdì, 08 aprile 2005
 

L'occidente blocca la via cinese del cotone.

Il governo statunitense e l'Unione europea hanno allo studio misure per limitare l'importazione di vestiario a basso costo dalla Cina. Il provvedimento sul tessile cinese indigna il governo di Pechino: secondo il ministero cinese del commercio "la decisione avrà conseguenze negative non solo sul commercio bilaterale dei prodotti tessili, ma anche sugli scambi mondiali in questo settore".

postato da Pekino | 04:35 | commenti


martedì, 05 aprile 2005
 

Anniversario.

Pekino fa un anno!!!

postato da Pekino | 04:15 | commenti


lunedì, 04 aprile 2005
 
La Cina e' sempre più una potenza globale e l’Oceano Indiano è una naturale zona espansione della propria influenza. Le prime avvisaglie di questa tendenza e della conseguente competizione con Stati Uniti e India si sono viste nel corso dell’emergenza per lo tsunami, il maremoto che ha colpito le sponde orientali ed occidentali di quell’area geopolitica che va dal Sud-Est asiatico alle coste dell’Africa orientale, passando dal subcontinente indiano e dalla penisola arabica. Per queste ragione è interessante il viaggio del premier cinese Wen Jiabao in Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka e India. Se la tappa in Pakistan rappresenta l’incontro con un tradizionale alleato, con il quale però i rapporti sono resi difficili dalle reti islamiche pachistane che hanno infiltrato le regioni musulmane cinesi, quella con l’India è invece l’incontro con un vecchio nemico regionale e ora competitore globale.
postato da Pekino | 08:23 | commenti