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giovedì, 26 maggio 2005 Prodi a Pekino. Lui era lì, immobile, con il cellulare all'orekkio quasi nn parlava. Io ero pure lì, ank'io immobile, davanti al bancone rullante del mio ristorante giapponese preferito, in preda alla scelta del sushi. E allora "track": mi alzo, lo saluto e gli dico "Siamo proprio messi male, eh?". Lui risponde: "Ho rilasciato un'intervista pesantissima, in cui dico ke è un suicidio. Nn ho potuto trattenere il disappunto quando ho saputo che i riformatori della Margherita presenteranno una propria lista alle elezioni del 2006". Io: "Sì, lo so e ho capito. Ma voi ke farete? E soprattutto noi, gli elettori (ke poi siamo anke cittadini e nn dovreste dimenticarlo!) ke dovremmo fare?" E lui: "Dovremmo farci tutti un esame di coscienza. Comunque, lei continui a lavorare in Cina!" E io: "Hhmmm...". Avrà mica mangiato troppo wasabi? Ma secondo voi? A settembre inizieranno le riprese della fiction televisiva cinese "L'armonia torna in Sicilia", tutta ambientata nel territorio regionale, che in seguito verrà trasmessa in otto puntate ad un potenziale pubblico di un miliardo di telespettatori. L' ha reso noto l' assessore regionale al Turismo Fabio Granata, che ha ricevuto una delegazione di 22 tour operator cinesi. Sono in Cina i ragazzi più tristi.
Ne avevo il sospetto. L'ho sentito quando li ho incontrati per strada o nei bar, e ancora quando rotto il muro dell'imbarazzo, sono diventati amici. Sembrano tutti sulla soglia della follia e complessati dall'Occidente. Spesso sento dire: "Io nn sono un Cinese come tutti gli altri!". Cosa vorra' mai dire? Forse e' un modo per nascondere la paura della diversita' culturale...
Cosi ke due ragazzi cinesi su tre si sentono fortemente stressati, solo il 3,7 per cento dice di essere abbastanza tranquillo e appena 0,3 per cento non ha problemi. È il risultato di un recente sondaggio tra giovani con un'età media di 25 anni, nati con la politica del figlio unico, una scelta che oggi pare aver punito la Cina proprio esaudendo il suo desiderio, quello di risolvere il rapporto squilibrato tra la popolazione, che cresceva al galoppo, e l'economia, che non riusciva a starle dietro.
domenica, 15 maggio 2005 Rivoluzione per gli studenti cinesi.
E’ del 1953 la prima legge sul matrimonio in Cina. Uno dei suoi principi fondamentali era la libera scelta del compagno da sposare, la legge vietava cosi i matrimoni arrangiati. Tuttavia, la legge imponeva una forte ingerenza da parte dello stato sugli affari di cuore. Per esempio, il matrimonio doveva essere approvato dai datori di lavoro o uno studente che decideva di sposarsi o una studentessa rimasta incinta, per poter continuare gli studi nelle università cinesi dovevano rinunciare alle nozze nel primo caso, abortire nel secondo.
Dopo 50 anni questa legge viene modificata. A partire da settembre gli universitari in età legale per il matrimonio, 22 anni per i ragazzi e 20 per le ragazze, potranno farlo come qualsiasi altro cittadino, senza più l'obbligo di chiedere il permesso all'ateneo.
La nuova regolamentazione fa riferimento a una legge in vigore dall'ottobre del 2003 che ha abolito l'obbligo di chiedere l'approvazione dei datori di lavoro per le coppie che intendevano unirsi in matrimonio. Finora le autorità accademiche potevano espellere uno studente che si sposava però, negli ultimi due anni, più di settanta atenei hanno abolito il divieto di nozze per gli universitari.
Ma il ministero dell'Educazione ha avvertito che il cambiamento non vuol dire che i giovani debbano distrarsi dalla loro priorità: gli studi.
Punto. Pekino si scusa ancora una volta per la lunga assenza, ma gli ultimi mesi sono stati intensi di attività. Tra uno spostamento e un altro ho dovuto lavorare tanto e la fatica si è accumulata. Sono passati quasi 14 mesi dalla nascita di Pekino e quasi 14 mesi dall' arrivo in Cina. Tanti avvenimenti, tante esperienze, tanti incontri e tante emozioni da filtrare e poi da raccontare. Adesso ho deciso di sedermi e fare il punto della situazione. Ke poi nn è mai punto, perkè so ke appena uscirò da questa stanza, qualcosa di nuovo accadrà e il mio punto dovrà fare spazio alla novità. Questa è la Cina! Mi ero fermata alla Cina-Giappone. Sembra ke lo cose vadano meglio tra i due. I movimenti di protesta si sono fermati, i cinesi aspettano ke ulteriori passi vengano fatti dal Giappone. Vedremo. La Cina poi continua a farsi spazio in Asia, il Dragone sonnolente si allunga e prende posizione. Per es., con l'India ha firmato un accordo ke ha messo fino a 50 anni di discussioni sul confine tra i due giganti asiatici: la Cina ha riconsciuto l'appartenenza del Sikkim all'India e a sua volta l'India ha dikiarato ke non interferirà sugli affari cinesi in Tibet. E ancora gli investimenti cinesi arrivano in Mongolia e finanziano l'edilizia e il tessile (cashmire). E poi l'intensa migrazione cinese in Siberia, c'è ki parla di migrazione. Sì, il Dragone coninua a stirakkiarsi e sbuffare... Io sono testimone (a volte ignaro) di cambiamenti. Il mio quartiere è cambiato, adesso ci sono grossi palazzi da per tutto. Il supermercato del mio quartiere è diventato più grande; il mio bar preferito nn esiste più al suo posto ci sono macerie preludio di un lussuoso centro commerciale. La case Mao scompoaiono velocemente. Il governo parla di diritti umani e riforma le sue leggi. Ma viaggiando, soprattutto per la campagna, c'è ancora una Cina ke da questi cambiamenti nn viene toccata. Tutto è rimasto come un tempo: stessa fatica, stesse case, stessa povertà. Così ke per ben due volte mi è stato kiesto di raccontare questa storia per radio: una canadese e una francese. Ki sa se l'opinone pubblica occidentale riesce a vedere la Cina come ki sta qui e a dimenticare il gigante economico... E poi? Sono andate anke in TV per un programme per le promozione dello studio del Mandarino all'estero!
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