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Cronake semiserie dalla Cina. Da un'idea occidentale di Elena Asciutti

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sabato, 31 dicembre 2005
 

2005: 100 anni di cinema cinese.

Le celebrazioni per il centenario del cinema cinese si concludono con un grande evento nelle sale del Congresso del Popolo (Parlamento)...

postato da Pekino | 17:41 | commenti
 

Sciopero...

di 100 giornalisti del quotidiano Beijing News. E' la prima volta ke succede in Cina, e lo hanno fatto riducendo le pagine del giornale, ke ieri è apparso in edicola con solo 32 pagine, invece delle solite 80. Lo sciopero è stato un segno di protesta per il licenziamento del direttore, Yang Bin. Il Beijing News è un giornale progessista, ke ha pubblicato scoop imbarazzanti per il governo cinese. Il licenziamento di Yang Bin e il conseguente sciopero mostrano la crescente tensione tra il partito comunista e gli editori. Si ricorda ke la censura è ancora un potente mezzo di controllo in Cina. Si contano almeno 30.000 adetti alla censura. E' davvero difficile sfuggirne... 

A proposito di censura e di esattezza della notizia, il sito di La Repubblica è stato ripristinato poki giorni dopo la pubblicazione del mio post, a dicembre. Scusate per il ritardo.

postato da Pekino | 17:31 | commenti


mercoledì, 21 dicembre 2005
 

Clima natalizio.

Il Natale in Cina nn appartiene alle festività tradizionali del paese. La storia della nascita di Cristo è conosciuta anke in Oriente, ma è considerata alla stregua dei miti greci per noi occidentali. Tuttavia, del Natale ai cinese piace l'aspetto colorato, quello dei festoni, degli alberi di Natale e dei pakki dalle belle carte regalo. Così ogni anno, con l'inizio dell'avvento le città cinesi incominciano a decorarsi e illuminarsi, come se anke loro attendessero la nascita di quel bambino ke portò (o almeno cercò di portare) pace sulla terra. Babbo Natale se può arriva anke in Cina, perccorrendo più di 10.000 km per soddisfare le rikieste dei suoi nuovi amici cinesi! Ki può, compra regali per amici e parenti. Il significato di questo scambio di doni è lontano da quello cristiano (ma forse anke i cristiani si sono dimenticati il perké dello scambio dei regali, io compresa!). Ma c'è una piccola percentuale di cinesi ke invece sa cosa significa Natale, sono i cinesi ke appartengono alla minoranza religiosa dei cristiani (15 milioni, divisi in due kiese, quella ufficiale, minoritaria legata al governo centrale e quella sotterranea ke raccoglie la maggioranza dei fedeli e ke fa riferimento al Vaticano), ke ogni anno sperano ke il governo nn ostruisca la celebrazione ecclesiastica del santo Natale. Le zone più remote della Cina però rimangono avulse dal contaggioso acquisto di Natale, e continuano ad aspettare il tradizionale e amato capodanno cinese (Chunjie, che arriverà il 29 gennaio 2006).  Preso dal clima natializio, nn si sa mai ke il detto "A Natale bisogna essere più buoni" valga anke da queste parti, il governo cinese ha pubblicato il libro bianco intitolato "La via cinese allo sviluppo pacifico", in cui si sostiene ke l'accellerato sviluppo economico della Cina contribuirà alla pace tra le nazioni. La Cina si difende dagli attakki ke la tacciano come minaccia e pericolo alla stabilità mondiale. Per un riassunto del libro bianco, clickare qui.

Sesta potenza economica mondiale.

Il governo cinese ha rivisto al rialzo i dati del prodotto interno lordo del 2004. Rispetto alle previsioni governative il pil sarebbe più alto del 16,8%: l'incremento permetterebbe alla Cina di diventare la sesta potenza mondiale superando l'Italia nella graduatoria.

postato da Pekino | 00:20 | commenti


lunedì, 19 dicembre 2005
 
Povertà.
postato da Pekino | 23:07 | commenti


sabato, 17 dicembre 2005
 

WTO continua...

I ministri del commercio di tutto il mondo hanno fatto le valigie e sono partiti da Hong Kong dopo sei giorni di colloqui. Il vertice WTO si è concluso con una dikiarazione congiunta, in cui i 149 membri si sono impegnati a eliminare i sussidi alle esportazioni agricole entro 2013, a rivedere rapidamente quelli all'esportazione di cotone e ad aprire i mercati dei paesi industrializzati ai beni provenienti dai paesi in via di sviluppo. I colloqui riprenderanno nel 2006. Gli scontri di piazza rischiano peraltro di essere l'unico motivo per cui verrà ricordato il vertice di Hong Kong. Violenti scontri tra manifestanti e poliziotti sono avvenuti a HK. I no global hanno tentato di sfondare il cordone di sicurezza attorno centro dei congressi e gli agenti hanno fatto uso di spray al pepe, sfollagente e idranti per tenere a bada i dimostranti. Negli incidenti sarebbe rimasta ferita una ventina di manifestanti. Alle proteste si sono uniti anche i contadini che si oppongono all'apertura del mercato del riso sudcoreano ai prodotti stranieri.  Malgrado la tensione, le violenze registrate nella ex colonia britannica non hanno comunque raggiunto l'intensità degli scontri avvenuti in occasione delle ultime due conferenze, quelle di Cancun (Messico), e Seattle (Usa).  Insomma, incontro poco entusiasmante! Qualcosa non funziona?!?

postato da Pekino | 19:53 | commenti (1)


martedì, 13 dicembre 2005
 

WTO in riunione a Hong Kong.

Inizia la sesta Conferenza Ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) a Hong Kong. I ministri del Commercio e dell’Economia di 149 Paesi si riuniscono per trovare un accordo sulla liberalizzazione i mercati e stimolare l’economia globale (secondo loreo, ndr). Lo scopo è quello di trovare un accordo sull’implementazione finale dell’Agenda di Sviluppo di Doha (Qatar, 4° Conferenza Interministeriale WTO, 2001), ke prevede la riduzione delle tariffe in 21 settori (servizi, accesso ai mercati, proprietà intellettuale, investimenti, concorrenza, trasparenza dei sistemi di appalti governativi, trade facilitation, anti-dumping, sussidi, accordi regionali, risoluzione dei conteziosi, ambiente, e-commerce, piccole economie, commercio, debito e finanza, trasferimento di tecnologia, cooperazione tecnologica, nazioni meno sviluppate, trattamenti differenziati e speciali), e sussidi agricoli. A tal proposito, l’Unione Europea (UE) sarà posta sotto assedio dai Paesi poveri per rifiutarsi di ridemensionare i sussidi dati all’agricoltura dei Paesi europei sotto la Politica Agricola Comune (PAC). Infatti, il Commissario Europeo al Commercio Peter Mandelson ha già dichiarato ke nn concederà nessuna apertura sull’agricoltura durante la Conferenza WTO di Hong Kong.

Come sempre nn mancano i manifestanti, "no global" o "new global" ke siano. Si stimano 10.000 presenza, la maggior parte viengono dalla Corea del Sud e sono agricoltori, ma ci saranno anke Agnoletto e Bové.  Per la prima volta, Pekino affronta i cortei dei dimostranti occidentali!

<B>Agricoltori e no global, assedio al Wto<br>A Hong Kong 10mila manifestanti</B>Foto da La Repubblica

In occasione della Conferenza WTO a Hong Kong, la Confederazione Internazionale dei Sindacati (con sede a Bruxelles) ha pubblicato un rapporto, il cui titolo originale Whose Miracle? How China's workers are paying the price for its economic boom?". Il rapporto vuole mostrare il lato nero del rapido sviluppo economico della Cina, vuole dimostrare come il successo economico è stato raggiunto senza rispetto delle persone, attraverso lo sfruttamento e la soppressione della forza lavoro. Ciò si è poi tradotto in aumento dell’ineguaglianza tra i cittadini, e in esclusione sociale, ke in alcune aree del Paese ha raggiunto livelli prima sconosciuti. E l’ingresso nel WTO ha enfatizzato le differenze sociali. I dati dicono: 700 milioni di persone vivono con meno di 2 $ al giorno; più di 15.000 persone muoiono in incidenti di lavoro ogni anno; milioni di lavoratori lavorano per 60-70 ore alla settimana, guadagnano meno del minimo salariale previsto dalle loro leggi, e vivono stipati in dormitori messi a loro disposizione dai datori di lavoro.

Ank’io mi domando: “Se questo è miracolo economico, o miracolo cinese”. Certo lo sviluppo economico da qualke parte deve essere pur finito, qualke tasca devve essersi pur arrikita. Nel giorno dell’apertura della Conferenza WTO a Hong Kong, la Cina dimostra di essere sulla retta via dell’integrazione nell’economia mondiale. In questo contesto, forse la Cina dovrebbe guardare ad altri obiettivi. Il “miracolo per Cinesi” potrebbe essere uno.

postato da Pekino | 15:00 | commenti


lunedì, 12 dicembre 2005
 

La Cina risponde

agli USA e la storia amici-nemici continua a emozionare su tutte le scene internazionali!

postato da Pekino | 14:49 | commenti
 

L'Asia si muove.

Quella dal 12 al 18 dicembre sarà una settimana di impegni per l'Asia. Due importanti incontri si terranno da questa parte del mondo. Il primo è l'11° Summit dell'ASEAN (Association of Southest Asian Nations), ke inizia oggi, 12 dicembre, in Malesia. Il secondo incontro è di respiro più internazionale. Si tratta, infatti, della 6° Conferenza Intergovernativa dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), ke si svolge a Hong Kong dal 13 al 18 dicembre.

L'11° Summit dell'ASEAN è un incontro regionale molto importante. A quasi 40 anni dalla sua nascita, l'ASEAN si appresta a compiere un primo passo verso la creazione di un East Asia Community. Infatti, i 13 Paesi coinvolti (Cina, Repubblica di Corea, Giappone, Malesia, Indonesia, Singapore, Indonesia, Filippine, Vietnam, Cambogia, Brunei, Myanmar, Laos) auspicano di far progredire l'ASEAN da associazione-accordo economico a una comunità regionale dove poter armonizzare altre materie, oltre a quello economico-commerciale. E' un'intento audace, basti pensare a quanto i 13 Paesi siano diversi per sistemi politici, sviluppo economico e sociale. Alla Cina tokkerà il ruolo da protagonista, non fosse altro per il suo sviluppo economico e per i 5 milioni di dollari di aiuti versati al ASEAN-China Cooperation Fund per il biennio 2005-2006. I propositi cinesi sono inoltre buoni. Ecco cosa ha detto Wen Jianbao, premier cinese, all'arrivo in Malesia: "East Asia has become one of the most dynamic regions in the world, and I am looking forward to an in-depth exchange of ideas with other leaders on advancing East Asian cooperation in a bid to contribute to a harmonious and prosperous East Asia. The 13 are friendly neighbours and are developing countries sharing extensive common interest, engaging in productive exchanges and cooperation in the political, economic, trade, cultural and other areas."

Segue ...

postato da Pekino | 14:26 | commenti


domenica, 11 dicembre 2005
 

Dongzhou come Venaus, e anke peggio...

 Il governo della Provinvia di Guangdong (in rosso nella mappa),  in un comunicato diffuso la notte scorsa dall'agenzia Xinhua, ha fornito il bilancio ufficiale ammettendo che tre dimostranti sono stati uccisi e otto sono rimasti feriti. Le autorità hanno inoltre attribuito la responsabilità dei disordini a un gruppo di "agitatori", tre dei quali - Huang Xijun, Huang Xirang e Lin Hanru - sono stati arrestati. Il comunicato del governo del Guangdong specifica ke gli agenti hanno aperto il fuoco quando era buio, dopo ke gruppi di manifestanti avevano lanciato rudimentali ordigni esplosivi. Era una dimostrazione di abitanti contro l'esproprio di vasti appezzamenti di terreno per la costruzione di una centrale elettrica. I residenti kiedevano indennizzi più alti di quelli concessi dal governo provinciale. In Cina, la terra è di proprietà pubblica. Ki vuole acquistare terreni in campagna deve negoziare con i comitati dei villaggi, considerati i rappresentanti della proprietà collettiva. Gli indennizzi per i contadini espropriati delle terre sono calcolati in base alla produttività della terra e variano da provincia a provincia. La requisizione della terra di proprietà collettiva dei villaggi è la causa della maggioranza delle decine di migliaia di incidenti analoghi avvenuti negli ultimi anni nel Paese. Secondo le cifre ufficiali, solo nel 2004 si sarebbero verificati 74mila episodi di protesta popolare in diverse zone della Cina contro l’esproprio. Secondo le notizie e testimonianze diffuse dalla stampa di Hong Kong e da alcuni siti internet cinesi, circa diecimila persone avrebbero partecipato alle proteste ke sono in corso da oltre 5 mesi. La zona è tuttora presidiata da un migliaio di agenti dell’esercito della polizia, ke fa parte dell'esercito di liberazione popolare, e la tensione è ancora alta. Quello di Dongzhou è comunque il primo caso nel quale si ha notizia dell'uso di armi da fuoco da parte della polizia. In precedenti episodi di repressione violenta erano stati usati bastoni e gas lacrimogeni. Una commissione di alto livello" è stata incaricata di indagare sui fatti. Ma quali fatti? Niente si sa... Il Guandong è una regione speciale, traino dello sviluppo economico cinese, ma le contraddizioni che lo accompagnano sono più forti che altrove. La storia attuale del Guangdong comincia nel 1978 quando Deng Xiao Ping decise di aprire le porte della Cina al capitale straniero e alle riforme economiche. Per farlo scelse tre zone speciali, tutte e tre nella regione del Guangdong. Attualmente il Guangdong con 83 milioni di abitanti residenti produce più del 10% del pPIL dell'intera Cina, e il 40% dell'esportazioni cinesi viene dal Guangdong.

postato da Pekino | 23:12 | commenti
 

La Notte della Taranta.

Non è solo Melpignano. A Pekino, la Taranta è soprattutto Carlo. Da bravo napoletano improvvisatore musicale, Carlo ha letteralmente esportato la taranta a Pekino, travolgendo italiani e non in un delirio danzante. Al momento della taranta, l'YuGongYiShan, un piccolo bar acclamato dagli alternativi pekinesi (Punk, Pop, ACDC), si trasforma in una piazza del Salento: addirittura si sentono tamburi e tamburelli e si respira il caldo delle notti estive  del Meridione. Le danze sono aperte da due o tre italiane in pista.  Pian piano l'atmosfera si riscalda e contagia tutti i presenti in un vorticoso crescendo, come fosse un bolero. Non importa se si sappia ballare o no, la taranta passata da Carlo fa muovere tutti, esperti e non. Nessuno riesce a resistere all'"isterismo istituzionalizzato" della taranta. Dalla sua postazione da DJ, intanto, Carlo guarda e sorride!

Le notti pekinesi di Taranta sono disponibili quasi ogni mese a YuGongYiShan (Gongti Bei Lu), vd. That's Beijing.

 

postato da Pekino | 01:01 | commenti