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Cronake semiserie dalla Cina. Da un'idea occidentale di Elena Asciutti

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martedì, 31 gennaio 2006
 

Ang Lee e i suoi cowboy.

Ang Lee è un regista di Taiwan, quindi per la politica cinese di "one nation", è cinese anke lui. In altri termini, è IL regista che ha portanto i film di kung fu alla loro massima espressione con il suo La Tigre e il Dragone. Il suo nuovo film Il segreto di Brokeback Mountain nn sarà però in programmazione nei cinema del Paese. La censura ha fatto da protagonista ancora una volta. Le motivazioni non sono state rese note dall'Amministrazione della radio, dei film e della televisione, organismo incaricato del controllo della qualità dei film. Sicuramente, la storia d'amore tra i cowboy statunitensi nn è conforme alla "correttezza" politica e alla "moralità". Così, il dragone rampante dimostra di tentennare su determinate questioni sociali, come l'omosessualità. Ciò si traduce in uno sdoppiamento delle posizioni assunte. Nelle città, si affronta l'argomento omosessualità in maniera disinibita, come confermato dai numerosi luoghi di incontro per gay. O ancora dalla "depenalizzazione" dell'omosessualità, non più presente nella lista delle malattie mentali. Ma una parte di Cina è ancora tradizionalista, e preferisce vedere le cose secondo natura. Per contrapposizione alla città, questa parte tradionalista nn è però presente solo nelle campagne, ma anke nelle isituzioni cinesi, ke nonostante inizino ad assumere un atteggiamento più flessibile, da l'altro nn vogliono ke il fenomeno sia istigato e da qui propagato. Fatta la censura si trova l'inganno: infatti, dando una rapida okkiata alle bancarelle di DVD pirati, si scopre ke Brokeback Mountain è già in Cina.

Non solo questioni sociali...

Memorie di una Geisha di Rob Marshall (il regista del musical Chicago) ha suscitato molte critike tra le autorità cinesi. La motivazione è semplice: tre attrici cinesi hanno recitato nel ruolo di "artista-intratteniste", ma soprattutto di giapponesi. La critica si fonda sulle irrisolte questioni storico-politke tra cinesi e giapponesi... Ahimè, nn ci sia ancora un Willy Brandt orientale!

postato da Pekino | 17:28 | commenti (1)


lunedì, 30 gennaio 2006
 

Autocensura: una strada scomoda ke vale un paradiso economico.

In Cina, Google si autocesura. Nella sua nuova versione cinese (www.google.cn), infatti, non sarà più possibile trovare informazioni su determinati argomenti, quali: Tian'An Men, Tibet libero, Falun Gong, indipendenza di Taiwan. Nn sarà inoltre possibile usufruire dei servizi di chat, blog e mailing. E' una censura ke vale l'accesso a un mercato di 100 miloni di utenti-navigatori (con una crescita annua di 20 milioni), per nn menzionare gli alti profitti ke Google ricaverà da questa operazione. Questa scelta di business porta alla deriva la rete, porta alla deriva  i valori democratici, porta alla deriva l'Occidente. Il sogno di alti dividendi limita la libertà di informazione e alimenta così la dittatura. Internet per la Cina è stata una peste nera, in quanto ha permesso agli utenti cinesi di informarsi su argomenti tabù, attigendo a informazioni telematike collocate in luoghi lontani. Adesso, però, il governo di Pekino ha trovato un alleato nella caccia all'untore e nel controllo delle informzioni.

postato da Pekino | 04:49 | commenti (3)


venerdì, 27 gennaio 2006
 

2006: Anno del Cane.

 In Cina, il 29 gennaio entrerà l'Anno del Cane, e per i cinesi sarà già il 4704. Il Capodanno lunare viene celebrato da un miliardo e 300 milioni di persone, a questa cifra bisogna aggiungere i cinesi sparsi in tutto il mondo e anche i vietnamiti e i coreani. A un mese di distanza dal Capodanno solare, quello cinese segue il ritmo della luna. In cinese si chiama chunjie (festa di primavera) ed è accompagnato da numerose tradizioni, alcune antichissime, risalenti alla Dinastia Shang (1600 – 1100 a.c.) quando si iniziarono a fare sacrifici alle divinità e agli antenati per ringraziarli del raccolto. Il Capodanno cinese è un momento di riunione con la famiglia e gli amici e allo stesso tempo di rinnovamento dello spirito. Per i commercianti segna una svolta decisiva: entro il 29 gennaio tutti i debiti devono essere pagati e si auspicano migliori risultati per il prossimo anno. Per gli agricoltori rappresenta un momento di rinnovata fertilità della terra. In altri termini chunjie è un evento che alimenta la speranza in un futuro migliore. La festa della primavera è accompagnata da una settimana di ferie stabilite dal governo. Pekino sembra così calma; i luoghi ancora più grandi, senza la gente ke di solito li riempi; nella metro nessuno spinge e si accalca per arrivare primo all'unico posto a sedere libero; il rosso dei festoni e delle laterne parla di festa; e i fuoki d'artificio risplendono nel cielo (come una grande Napoli). La maggior parte delle attività si fermano e milioni di cinesi tornano a casa. Sono i mingong - letteralmente ‘contadini lavoratori’ – ovvero gli emigrati che si sono trasferiti dalle campagne alle metropoli (Pechino, Shanghai, Chengdu, Kunming) in rapida espansione. Le stime ufficiali dichiarano che i mingong sono 130 milioni circa, di cui un terzo è composto da giovani donne tra i 16 e i 30 anni. Normalmente si mescolano con la popolazione urbana, svolgendo i lavori che i cittadini hanno da tempo abbandonato. Nei giorni che precedono la festa i mingong affollano le sale d’attesa delle stazioni ferroviarie. Aspettano il treno che li porterà a casa dopo un anno di lavoro. Spesso, per comprare il biglietto, devono affidarsi agli agenti del mercato nero. In Cina, infatti, ci sono forti limitazioni alla libertà di movimento ed è possibile acquistare un ticket ferroviario solo cinque giorni prima dalla partenza. Ma questa nn è l'unica difficoltà incontrata dai mingong prima della partenza. Ce n'è una più grave: i datori di lavoro nn pagano loro il salario di mesi interi, e approfittano della partanza durante il caodanno per nn pagarli mai più. E' un grosso problema per il governo cinese, combattere questi atti illegali è davvero difficile: ditte nn registrate, fallimenti provocati, datori di lavoro ke spariscono. Il governo ha messo in atto una dura legislazione ke punisce questi fatti, una lineaverde a disposizione dei lavoratori ke subiscono questi sopprusi. D'altraparte, poi, anke per le autorità cinesi chunjie rappresenta una pausa dal delicato compito di ridimensionare il divario sociale ed economico e di gestire lo sviluppo cinese in maniera sostenibile.

Il piatto tipico per il capodanno sono i ravioli (jao zi). Di solito si impastano in famiglia, è un momento in cui le donne di casa si incontrano e fano centinaia di ravioli. La tradizione prevede inoltre uno scambio di doni, ma di solito sono i bambini a essere i più fortunati. Loro ricevono una busta rossa (hong bao) con dei soldi dentro. La minoranza dei cinesi più facoltosi si congede invece dei grandi, grossi e cari oggetti. Nn mancano poi le feste organizzate ovunque (scuole, uffici, teatri, partito, imprese, università, caserme) per festeggiare con i colleghi e partner stranieri la grande festa cinese, a ritmo di musica popolare e bai qiu (liquore bianco) ke brucia in gola.

postato da Pekino | 19:28 | commenti


giovedì, 26 gennaio 2006
 

SuperGirl diventa un francobollo.

SuperGirls è stato uno dei programmi più seguiti in Cina nel 2005, 400 milioni di spettatori. E' un formato noto anke in Europa, quello di giovani ragazzi ke vanno in televisione in cerca di successo attraverso esibizioni di vario genere . A SuperGirls, per esempio, si canta. Erano tante, ma le top sono solo 10 e la vincitrice solo 1: Li Yuchun. Ha ricevuto 3 milioni e mezzo di voti telefonici ed ha vinto. E adesso lei presta la sua immagine a un francobollo della Repubblica Popolare Cinese, oppure le si dedica un francobollo (al lettore la scelta!). E' davvero bizzarro pensare ke l'immagine di Mao o i suggestivi paesaggi cinesi nn sarà  l'effige di questo francobollo. Anke questa è la Cina ke cambia: una rocker come idolo. O forse è anke questa la Cina ke nn cambia: votazioni solo per eleggere idoli passeggeri. Quegli altri, quelli seri, nn si eleggono!

postato da Pekino | 20:28 | commenti


mercoledì, 25 gennaio 2006
 

Cifre.

Il governo cinese, in collaborazione con le Nazioni Unite e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha pubblicato i dati ufficiali sull'epidemia di AIDS nel Paese. Basandosi su nuove ricerke e su un monitoraggio sanitario più affidabile, Pekino ha rivisto il numero ufficiale dei sieropositivi cinesi abbassandolo di 200mila unità rispetto al 2003, ke registrava 840.000 infetti. La nuova ricerca ha rivelato ke si era ecceduto nelle stime dei pazienti infetti da HIV/AIDS tramite trasfusioni di sangue, il 49,8% dei malati è dovuto a relazioni sessuali non sicure e il 48,6 a scambi di siringhe infetta tra tossici. Il governo ha dikiarato ke la situazione rimane ancora critica. L'OMS sottolinea che l'AIDS continua a diffondersi in Cina con circa 70mila nuovi casi di infezione nel 2005. La cifre sull'AIDS dovrebbero fare paura più di quelle africane, perké in un continente così denzamente popolato come l'Asia (con grandi stati come Cina, India e Russia), il rischio della propagazione dell'epidemia è molto alto. Tabù e mancanza di campagne d'informazione sull'AIDS contribuiscono alla diffusione dell'epidemia in Asia dell'Est e del Sud. Molti sono gli investimenti ke arrivano dalla Comunità Internazionale, ma manca ancora qualcosa... forse political will?!?

postato da Pekino | 20:49 | commenti


domenica, 22 gennaio 2006
 

Voli a Taiwan.

Per il secondo anno e in occasione del Capodanno cinese (29 gennaio 2006), China Airlines vola da Tapei (capitale di Taiwan) direttamente in Cina (Pekino o Shanghai) e viceversa. Per la grande festa cinese le autorita' cinesi derogano al divieto di collegamenti aerei diretti tra l'isola e la terraferma. La bizzaria e' ke Tawain appartiene alla Cina, ma nn e' possibile raggiungerlo direttamente da questa. E' la politica di "One country, two sistems" anke per gli aerei!

postato da Pekino | 05:43 | commenti


giovedì, 19 gennaio 2006
 

Prendere fiato...

Pekino ne ha preso parekkio ed è per questo ke è stato assente dalle scene virtuali. All'uopo (!!!), si scusa con i propri lettori per la prolungata interruzione delle cronake. L'attività grnetica della Cina impone di ritornare alla scrittura.

In questi giorni, due notizie dal "Paese di mezzo" si impongono su tutte...

La prima rigurada la grande convention sull'influenza aviaria. Le stime ufficiali parlano di 150 persone affette dall'influenza aviaria in Asia (principalmente Cina, Vietnam, Turkia e Russia) dal 2003, e la Cina ha riportato il suo none caso di contagio dall'autunno 2005 (vd. post precedenti). I rappresentanti di più di cento Paesi e delle principali organizzazioni internazionali si sono perciò riuniti a Pechino per affrontare il rischio di una pandemia di influenza aviaria. L'incontro mondiale si è concluso con una Dikiarazione di Pekino (già quella del 1995 sulle Donne), in cui i paesi partecipanti si impegnano a implementare dei national action plan per far fronte all'emergenza aviaria. Hanno inoltre stanziato 1,9 miliardi di dollari per l'emergenza. Gli Stati Uniti hanno messo a disposizione 334 milioni di dollari, l'Unione europea 260 milioni. Prima di concludere i lavori, i paesi si sono dikiarati favorevoli a un'ampia collaborazione internazionale contro la diffusione dell'epidemia aviaria. A mali estremi, estremi rimedi, qualcuno avrebbe detto!

La domanda nasce spontanea: Perké nn si è intervenuto allo stesso modo per altre influenze o altri virus ke colpiscono altri Paesi in via di sviluppo? Non volendo essere cinici, 150 vittime in quasi 3 anni per un continenta densamente popolato come l'Asia sono davvero poke, una ridicolissima cifra. Le risposte alla faziosa domanda potrebbero essere tante. Ad esempio: il crescente peso specifico della Cina nelle relazioni internazionali, l'Occidente ha bisogno dei polli asiatici, il virus se ne va in giro incauto anke in Occidente minacciando il suo benessere. Oppure la risposta è nelle parole pronunciate da Kofi Annan durante la conferenza di Pekino: "Please bear in mind that the amount asked for is small compared to the cost human and economic of a pandemic we are not ready for."

La seconda notizia è invece mondana. In presenza del Ministro della Cultura Rocco Buttiglione, oggi si inaugura l'Anno dell'Italia in Cina. L'Orkestra Scarlatti di Napoli apre l'Anno dell'Italia con la musica dei grandi compositori italiani. Segue poi un evento in piazza con i palloni aereostatici di Valerio Festi. Saranno 365 giorni di eventi, grandi e piccoli, ke presenteranno le migliori espressioni dell'"Italianità": musica, moda, eno-gastronomia, opera, teatro, balletto, ricerca, sport. Insomma, il meglio ke l'Italia ha in casa e ke può offrire agli amici cinesi. L'Anno sarà in verità una vetrina per i prodotti italiani: l'evento di diffusione della cultura italiana si mescola con le occasioni d'affari per molti impreditori, per attrarre investitori cinesi - diplomaticamente definito come bilateralismo e comprensione reciproca tra popoli. L'Anno dell'Italia in Cina sembra però cominciare con dei toni bassi, in quanto non suportato dai necessari incontri politici ad alto livello, ke un evento del genere meriterebbe. Sarà l'improvvisazione a primeggiare, nella speranza ke "Pulcinella" se la cavi un'altra volta. Il 2006 è inoltre sfida aperta con i cugini francesi, ke nel 2005 hanno già organizzato l'Anno della Francia in Cina con la consueta grandeur - Chirac lo ha inaugurato - e il giro di affari della Francia con la Cina è lievitato di 5 volte rispetto al 2004. La sfida nn si esaurisce qui, in lizza per altri anni culturali in Cina ci sono la Russia e la Spagna. Tutto il mondo vuole farsi conoscere dalla fast developpig country, nella speranza ke qualke mollica dello suo sviluppo economico arrivi a tutti! Ma forse ciò ke più conta per l'Italia e gli itagliani è ke i cinesi considerino il bel Paese come una nazione amica e la apprezzino per la sua cultura e i suoi beni arkitettonici. 

postato da Pekino | 19:04 | commenti


venerdì, 06 gennaio 2006
 

Lavoratori!

L'undicesimo piano quinquennale forse porterà qualke miglioramento per i lavoratori cinesi, o almeno 12 milioni di US$ verranno spesi a loro favore. Kissà se i muratori del cantiere sotto casa mia smetteranno di lavorare di notte, i minatori di morire in miniera, le cameriere di fare turni di 12 ore, e i bimbi di lavorare in fabbrica. Kissà se i buon propositi dell'inizio dell'anno si realizeranno o sarà l'ennesimo ...

 

 

 

 

Per precisione di cronaca riporto l'articolo ariguardo come apparso su China Daily:

Starting from this year, China is to take the fatality rate per 100 million yuan (US$12.3 million) of GDP and per 100,000 industrial workers as its standard for assessing social and economic development. Work safety will become an important factor in assessing the achievements of relevant governments, departments and enterprises, said Li Yizhong, director of the State Administration of Work Safety (SAWS). Punishments will be meted out to those flouting and violating work safety laws and rules, abusing power for private gain or being neglectful of duties or obligations," Li told a televised conference on Wednesday. Huang Yi, spokesman of the work safety watchdog, told China Daily yesterday that this suggestion has been written into the proposal for the 11th Five-Year Plan (2006-10) for social and economic development. The proposal is yet to be approved by the National People's Congress, China's top legislature, in its annual session, said the spokesman. At present, the death rate per 1 million tons of coal production as well per 10,000 vehicles is used in statistical analysis of local development in many places, said Huang. SAWS will take a series of measures in the first quarter of 2006 to prevent big and serious production accidents, said SAWS officials. This decision shows that the Chinese Government is paying more attention to work safety," said Zhu Changyou, a programme officer with the International Labour Office Beijing Office, yesterday. Different from China, many countries in the world use the fatality rate per million working hours to demonstrate work safety levels, said Zhu. SAWS statistics indicated that a total of 3,341 coal mine accidents were reported in 2005, a year-on-year decrease of 8.2 per cent. 5,986 people were killed, a small number less than a year ago. To improve its work safety situation, China's coal mining industry should follow a sustainable development strategy, which demands the improvement of management as well as enhanced work safety training for miners, he said. He also noted that the same attention should be given to the improvement of health conditions, especially among coal miners. Statistics from the Ministry of Health indicated that the total number of workers affected with pneumoconiosis disease is 560,000, an annual increase of 10,000. Half of these were miners, said the official.

postato da Pekino | 22:24 | commenti