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giovedì, 28 settembre 2006 Sarà pace? A poke ora dalla nomina di Shinzo Abe come primo ministro del Giappone, il capo di gabinetto del nuovo governo ha dichiarato ke Tokyo vuole lavorare per migliorare le relazioni con la Cina e la Corea del Sud. Yasuhisa Shiozaki ha spiegato ke l'amministrazione vuole ripristinare i colloqui periodici tra i leader giapponesi e cinesi. I vertici sono stati sospesi lo scorso anno dopo le ripetute visite dell'ex premier Junichiro Koizumi al Mausoleo di guerra Yasukuni, che onora la memoria dei giapponesi caduti in battaglia, tra cui 14 criminali di guerra, e la pubblicazione di un libro di storia per le scuole giapponese, in cui il Giappone nn riconosceva i massacri commessi in Cina e in Core del Sud negli anni'30 e '40. Forse Abe riuscirà a incarnare lo spirito Brandt ke portò alla pace tra Germania e Francia, dopo la Seconda Guerra Mondiale. In Cina, i nazionalisti anti Giappone sono tanti, hanno organizzato delle dure manifestazioni durante l'Ambasicata Giapponese a Pekino, nella primavera 2005, ma per lo più si riuniscono nei forum cibernetici. Uguale ma opposto fenomeno accade in Giappone. Negli ultimi due anni le relazioni sino-giapponesi sono state le più tese dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Nonostante i sentimenti dell'opinione pubblica, il governo cinese sa ke è importante dialogare con il vicino Giappone, più grande alleato degli USA in Asia dell'Est, per cui è fondamentale la questione Tawain (ke fu giapponese dal 1895 fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale). Allo stesso tempo, il Giappone è cosciente di aver perso il primato di gigante economico della regione, e ke quindi è necessario avvicinarsi alla Cina. martedì, 26 settembre 2006 Cinema, cinema e ancora censura. sabato, 23 settembre 2006 Olimpiadi. Nonostante mankino 22 mesi dall'inizio dell'Olimpiadi di Pekino, agosto 2008, oggi inizia a Pekino la prima conferenza stampa mondiale sui Giochi Olimpici cinesi. Gli ospiti della prossima kermesse sportiva mondiale sono già pronti a mostrare ai giornalisti di tutto il mondo quello che le Olimpiadi di Pekino saranno. Sin da ora Pechino sta lavorando intensamente per rimettersi apposto e arrivare all'appuntamento internazionale in ordine. Si lavora solo alle strutture sportive, costruendo nuovi impinti o ristrutturando i vecchi, si ingradiscono le arterie ke cpllegano ai centri sportivi, si creano degli spazi verdi (in cui gli anelli olimpici fanno rigorosamente da decoro), si creano hotspots nei luoghi pubblici per i giornalisti ke arriveranno a Pekino, e ancora si rifanno i bagni pubblici, si rinnovano le edicole, i taxi sono adesso spaziosi e luccicanti. Tra le novità presentate ai giornalisti stranieri presenti a Pekino, vorrei mettere l'accento su due in particolare: creazione di nuove norme per regolare gli eventi ke accadranno durante i gioki e la plastica ecodegradabile. Per quanto riguarda la prima novità, durante la conferenza stampa, Zhou Jidong, direttore dell'Ufficio Legale della Municipalità di Pekino, ha detto ke la città ha bisogno di adeguare il suo assetto di norme giuridike al prestigio dei Gioki Olimpici, per garantire lo svolgimento degli stessi. e prevenire ogni inconveniente. Zhou non ha fornito maggiori dettagli sulla riforma delle leggi di Pekino. Alla domanda se le nuove norme permetteranno alla polizia di agire deliberatamente, soprattutto nei confronti dei lavoratori migranti, Zhou ha risposto dikiarando inattendibile il comunicato stampa in cui si dikiarava ke la città verrà ripulita da circa di un milione di lavoratori migranti, e ribadendo ke l'evento sportivo costituirà un'occasione per mostrare alla nazione e al mondo quanto Pekino sia molto più aperta. La seconda novità, la plastica ecodegradabile, viene dall'Italia. E' un rimedio contro il white pollution, l'inquinamento bianco da piatti di plastica dove milioni di cinesi ogni giorno consumano cibo per strada. L'International Centre for Science and High Tecnology di Trieste ha messo appunto la forketta in plastica biodegradabile, che se gettata per terra si dissolve da sola dopo 45 giorni.
martedì, 19 settembre 2006 Prodi conclude la visita in Cina con questioni delicate. L'ultimo giorno di visita in Cina è stato dedicato a Pekino, e ai grandi incontri: Wen Jiabao (Premier) e Hu Jintao (Presidente).
Prodi e Wen (Premier della RPC), Photo Newsphoto
Prodi e Hu (Presidente della RPC), Photo Reuters
venerdì, 15 settembre 2006 Emma Bonino docet... "Chiediamo al governo cinese di accompagnare questo processo di crescita spettacolare con una apertura sul piano sociale e dei diritti umani individuali", al termine dell'accordo di collaborazione tra la Confindustria e il governo della provincia del Guandong, in Cina. Sarebbe stato più adeguato dire: "Incoraggiamo il governo cinese negli sforzi ke sa facendo per accompagnare questo processo di crescita spettacolare con delle politiche sociali e di apertura verso i diritti umani". Non bisogna infatti dimenticare che dal 2004 il motto del governo cinese è "Lo sviluppo economico deve essere accompagnato dall'armonia sociale per tutti i cittadini del Paese". Questa posizione verrà mantenuta nel prossimo Congresso Nazionale (Ottobre 2006). Info: http://www.chinadaily.com.cn/chinagate/doc/2006-09/13/content_687846.htm.
Ancora da Canton... "L'Italia?Vorrai dire forse la Basilicata, la Toscana o le Marche?" "Ma, cosa sono, regione italiane, o ke?" Questa è stata la reazione dei cinesi alla rappresentanza italiana alla Fiera delle Piccole e Medie Imprese. Ogni regione ha fatto da se, mancava una Casa Italia, e questo ha provocato confusione tra i visitatori. Esempio: Se a Bruxelles si organizzasse il Salone Internazionale dell'Acquilone, e la Cina venisse rappresentata da singoli stand dallo Hunana, Hebei, Sichuan e Guandong, quale sarebbe la reazione dei visitaroi ke non conoscono con esattezza la geografia cinese? Vorse gli okki a mandorla e gli ideogrammi potrebbero aiutare, ma se accanto ci fosse uno stand giapponese?!? giovedì, 14 settembre 2006 Cosa dicono i giornali cinesi della missione italiana. Prodi vows to turn Italy into Europe 'door to the East', by Le Tian (China Daily, seconda pagina) Italian Prime Minister Romano Prodi kicked off his six-day official visit to China yesterday with a large delegation of politicians, entrepreneurs and bankers. He arrived in Nanjing, capital of East China's Jiangsu Province yesterday afternoon, the first stop of his tour, which will also lead him to Guangzhou, Shanghai and Tianjin. His trip will end in the Chinese capital Beijing, where the centre-left leader will hold talks with President Hu Jintao and Premier Wen Jiabao. The development of the northern port city of Tianjin near Beijing is expected to be high on the agenda in the talks between Prodi and Wen. Observers consider Prodi's visit as a part of Romes new quest to improve political relations with Beijing and search for business opportunities in the fast-growing economy. Speaking to Chinese media prior to the visit, Prodi said the Italian Government has adopted a new set of political, economic and cultural strategies in dealing with China, in an effort to shape Italy into Europe's gateway to the East. Prodi said he plans to turn Italy into "the door to the East" with a plan that includes expanding Italy's business presence in China and attracting Chinese investment into the euro zone's third-largest economy. Terming his delegation "the biggest institutional and business mission ever organized by Italy to China, the premier will be accompanied by four ministers, one junior minister and three undersecretaries plus representatives of 12 of Italy 's 20 regions and more than 700 business leaders. Prodi, once an economist, viewed China's growth rate as stunning, but he also expressed the hope that the upward trend would be sustained, which would in turn promote the development of the world as a whole. On Italy-China economic and trade ties, Prodi said although some disputes existed between the two sides, the overall relations have been developing in a positive direction, with both sides sharing a common goal of raising bilateral trade volume. A total of 1,428 Italian companies are currently present in China and more than 80 per cent of them are large-sized ones. On Europe-China relations, the former European Commission chief said China has become the European Union (EU)'s second largest trading partner, and also co-operated with the EU in some other areas. Dialogue between the two sides should be enhanced to facilitate the settlement of some sensitive issues, such as human rights and the weapons embargo, he added. In verità, ha il tono di una semplice ANSA. Per il momento, nessun commnento particolare è emerso dalla stampa cinese: i cinesi sono abituati alle grandi visite! Questa missione costituisce più che altro un'"opportunità" per l'Italia, la Cina le sue di opportunità le ha già e le sta sfruttando pienamente. E' comunque più interessante sapere come i cinesi vedono l'Italia. In occasione della visita di Prodi in CIna, due riviste cinesi (Vita di Pechino e Il Nuovo Settimanale di Guanzhou) hanno condotto delle indagini demoscopica sulla percezione dell'Italia tra i loro lettori. Su Vita emerge ke in Italia ci sono dei sindacati molto forti, ke organizzano numerosi scioperi all'anno, e ke gli italiani oggni celebrano 122 festività. In altri termini, i cinesi sono convininti che l'effcienza del nostro Paese si bassa e che il Paese sia sempre in vacanza! Fortunatamente emrgono altri elemeni, più consolanti: si identificano come la patria del lusso, grazie ai grandi stilisti come Valentino e Armani. Nella rivista del Guanzhou emergono cinque elementi, ke i lettori associano con l'Italia: 1) la Mona Lisa di Leonardo, simbolo della patria dell’arte; 2) Gucci; 3) L’impero romano - i cinesi sono incuriositi dall'archeologia! 4) La Ferrari; 5) La mafia La sintesi del settimanale è: “Roma è la capitale mondiale dei ladri; Milano quella della moda. L’Italia è PAese molto ricco visto i giocatori ke compra dall'estero, pagando un prezzo molto alto!" Infine, la rivista dedica un elogio alla "dolce vita" italiana, che si fonda sulla nostra naturale propensione al bello e a godersi la vita! Bisogna, tuttavia, considerare ke i lettori di queste riviste appartengono all'élite intellettuale ed economica della Cina, ke ha più possibilità di informarsi o viaggiare. Se la stessa indaggine fosse stata condotta tra i lettori di altre riviste, credo ke l'immagine dell'Italia sarebbe stata molto diversa. Spesso mi è capitato di sentire cinesi ke ci indicassero come la patria dello champagne, dove si balla al ritmo di flamenco! La domanda nasce allora spontanea: bisognerebbe fare qualcosa di più per far emergere un'immagine la più fedele possibile alla realtà? Speriamo in questa grande missione italiana... Ancora stampa cinese...
Domenica, 10 settembre, l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha approvato le nuove regole, ke impone alle agenzie stampa straniere di non diffondere quelle notizie, grafici e foto ke potrebbero "danneggiare la sicurezza nazionale o l'onore della Cina; disturbare l'economia cinese; offendere i sentimenti nazionali ed etnici", pena la revoca della licenza di operare in Cina. Le agenzie straniere così potranno distruibuire le notizie passando attraverso l'agenzia ufficiale di stampa, Xinhua. La nuova normativa così settaccia le notizie ke arrivano dall'estero, riducendo ancora di più l'accesso dei cittadini cinesi all'informazione . Ma c'è un'altra motivazione: con le nuove regole, la Xinhua potrà controllare il business dell'informazione economico-finanziaria, imponendo in maniera legale un pizzo su tutte le notizie dalla finanza e dai mercati stranieri. L'Unione Europea e gli Stati Uniti d'America hanno criticato le nuove regole, come evidente lesione del diritto all'informazione dei cittadini cinesi. Il governo cinese ha invice assicurato ke la regolamentazione intende creare una competizione leale tra l'agenzia cinese e quelle straniere, non trattandosi di una legge per creare un monopolio (Xinhua) dell'informazione, e garantirà i diritti e la libertà delle attività giornalistike dei mass media stranieri in Cina. Da Nankino parole buone e giuste... Ora in Italia – dice Prodi - si preoccupano giustamente della riduzione della quota italiana del commercio mondiale, per altro comune anche agli altri principali esportatori occidentali, ma resto convinto che essa non dipenda dalla straordinaria crescita cinese di questi anni. Una impostazione del genere starebbe a significare che il successo cinese determini un simmetrico insuccesso italiano. Sono convinto invece del contrario. Il pessimismo, alimentato da timori legati alla delocalizzazione, alla forza dei numeri della Cina, ha finito per porre in ombra le straordinarie possibilità che Mi sta proprio simpatico! Spunto di riflessione: il neo-eletto Primo Ministro ha iniziato le sue visite ufficiali proprio dalla Cina e dagli USA ...
mercoledì, 13 settembre 2006 Cooperazione Cina-Europa. La ricetta di Wen Jiabao a Helsinki. Wen Jiabao presenta a Helsinki la strategia cinese per la cooperazione con l’Unione Europea, il documento si kiama “Enhance Cooperation to Make Win-Win Progress”. Il Premier cinese afferma ke Cina e l'UE sono economicamente complementari, per questo si devono percorrere tutte le strade possibili per migliorare i modelli di cooperazione tra le due aree. I punti kiave sono presto individuati: cooperazione tecnologica; rafforzamento della cooperazione in materia energetica e in quella ambientale; cooperazione nel settore agrario e in quello dei servizi; promozione degli scambi tra le Piccole e Medie Imprese. lunedì, 11 settembre 2006 Jia Zhangke. Ancora una volta è Cina. Sì, la Cina ke vince anke nei più rinomati salotti occidentali del cinema. E' successo alla 63° Mostra del Cinema di Venezia, ed è successo a Jia Zhangke che ha vinto il Leone d'Oro con il film "Still Life". Da due anni, conosco Jia Zhangke, un timido ke viene da una delle province più povere della Cina, lo Shanxi. Siamo vicini di casa a Pekino. Si è laurata alla Beijing Film Academy, e appartiene alla cosiddetta sesta generazione di cineasti cinesi, quelli che realizzano la fiction documentarista. I suoi film mi sono sempre piaciuti, per le storie raccontano e per il modo ke Jia ha di raccontarle. Credo sia una dei migliori narratori della sua Cina, di quello ke avviene nelle campagne, nelle città e tra la gente. Gli dicevo ke però non aveva ancora ottenuto la giusta ricompensa per le sue fatike, ke in Occidente lo conoscevano poco e ke quindi avrebbe dovuto fare qualcosa. L'ha fatta, o meglio ce l'ha fatta. Evviva!!!
Foto: Corriere della Sera Xi Men: Porta d'Oriente??? Qual è il ruolo dell’Italia nelle relazioni che la Cina intrattiene con altri stati? L’Italia per molto tempo è stata la prima in Cina (i.e. primo volo diretto su Pechino dall’Europa; prima industria straniera di automobili ad arrivare in Cina), ma poi è andata via: adesso è troppo tardi per riacquistare le posizioni da primato, ma di sicuro non è tardi per ricavare uno spazio maggiore da quello che ha avuto negli ultimo lustro. L’Italia è adesso pronta a presentarsi in Cina, dal 13 al 18 settembre 2006, con la più grave; grande missione istituzionale e imprenditoriale mai fatta. I cinesi aspettavano da tempo la visita italiana, loro sono abituati agli incontri importanti, e quello con gli amici italiani mancava nella lista dei grandi che in Cina sono arrivati negli ultimi due anni per promuovere il proprio paese e fari “grandi affari” con il Paese di Mezzo. Prodi ritorna in Cina, adesso da Primo Ministro e non da Professore, come l’avevo incontrato un anno fa in un bar giapponese a Pechino (vd. post del maggio 2005). Sembra aver messo a frutto il consiglio ke mi aveva dato, quando prima di partire dice: "La Cina è un Paese amico, che vogliamo sia sempre più amico. L'Italia si candida ad essere, nei rapporti economici e politici, la porta d'Oriente. E' una sfida e un' opportunità insieme, per noi e per l'Europa. Così, la grande missione italiana sbarca in Cina, dove visiterà le quattro città chiave dello sviluppo economico cinese: Nanchino, Canton, Shanghai, Tianjin. A Nanchino, sono previste le firme delle intese fra Fiat e Saic Group e Iveco e Nac. A Canton, Romano ed Emma Bonino inaugurano la fiera delle Piccole e Medie Imprese. Nel 2005 la bilancia commerciale italiana con la Cina ha segnato un saldo negativo di 3,7 miliardi di euro, frutto di 11,6 miliardi di importazioni e 6,9 miliardi di export. Attualmente in Cina sono presenti 1.428 aziende italiane, di cui l'83 per cento sono grandi aziende. Per questo - ha auspicato Bonino facendo esplicito riferimento alle nostre Pmi - per il "Made in Italy" gli spazi, in quel paese sono enormi”. Questa missione ha anche una componente politica, quella dei diritti umani. Il Primo Ministro affronterà questa tema con i suoi colleghi cinesi. Questa volta invece sembra che abbia messo a frutto il consiglio che gli ho dato io al giapponese! La Cina è adesso cresciuta, e i suoi pretendenti sono numerosi. La Cina si lascia corteggiare, ma sa che il pretendente più forte è gli USA, con cui, nonostante la guerra ideologica a colpi di diritti umani, è necessario dialogare e stabilire un forte rapporto politico oltre che economico. Nella visita cinese della primavera 2006, infatti, il presidente cinese Hu Jintao è sbarcato in America con una gerla piena di doni. Per questa occasione, il vice-premier cinese, la signora Wu Yi, responsabile del portafoglio dell'economia e dell'estero, aveva preparato un pacchetto di ordini per oltre 16 miliardi di dollari di aziende cinesi verso aziende americane, per mostrare al pubblico americano la buona volontà cinese, quella di colmare le distanze del deficit commerciale record di Washington verso Pechino: oltre 200 miliardi di dollari. Accanto al nuovo amico occidentale, bisogna annoverare il vecchio amico euro-asiatico: la Russia. Innanzitutto, Putin ha visitato la Cina ben cinque volta tra il 2005 e il 2006. Si parla di “impetuoso avvicinamento”. Le cifre lo confermano: dal 2001, quando ha toccato la cifra di 10 miliardi di dollari, l’interscambio Cina/Russia ha raggiunto quattro anni dopo i 29 miliardi (con le seguenti progressioni in percentuale: 2002 + 11%; 2003 + 32,1%; 2004 + 34,7%; 2005 + 37%). La cooperazione energetica tra i due paesi ha il primo posto nell’agenda degli appuntamenti sino-russi. Al riguardo i risultati sono notevoli: 27,6 milioni di greggio esportato in Cina; la costruzione dell’oleodotto che trasporterà nella penisola di Nakhodka, sul Pacifico, il petrolio della regione siberiana di Irkutsk (Oleodotto Siberia orientale - Oceano Pacifico), la cui diramazione raggiungerà i terminali cinesi di Daqin; la costruzione da parte di Transneftà e della cinese CNPC di un gasdotto destinato a raggiungere il Xinjiang, consentirà alla Cina di ricevere 20 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno. la costruzione da parte di Transneftò e della cinese CNPC di un gasdotto destinato a raggiungere il Xinjiang, consentiranno alla Cina di ricevere 20 miliardi di metri cubi di gas all’anno. E’ ovvio che per la posizione di vicina, la Russia sembra essere il partner più privilegiato della Cina… una forte alleanza tra la Russia, il paese con più risorse del mondo, e la Cina, il paese più popoloso e in crescita economica pi?rapida. E poi, ci sono i numerosi amici che la Cina ha in Asia, Africa e America Latina. Sono paesi che i cinesi non definiscono più Terzo Mondo, ma sono degli interessanti partner economici con cui firmare contratti di cooperazione economica, culturale o di sviluppo. Il ragno sta silenziosamente tessendo la sua rete di contatti, speriamo che anche l’Italia ci cada dentro, profittando delle "intenzioni di sviluppo" del proprietario!
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