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venerdì, 13 ottobre 2006 Social formula of Hope.
Foto: Agenzia Xinhua. lunedì, 09 ottobre 2006 Blog. A volte è così difficile tenere il proprio blog aggiornato. Tante notizie, esperienze, emozioni da scrivere e condividere con i lettori vicini e lontani. Capita, poi, che le parole nn arrivino e il post rimane bianco accompagnato solo da un titolo in neretto. Prometto di nn smettere di raccontare, è solo una questione di giorni e i post saranno tutti pieni.
La lettera di Gabriele Zanieri postato da Pekino |
01:33 | commenti (3)
domenica, 08 ottobre 2006 Work in progress.
postato da Pekino |
22:28 | commenti (2)
venerdì, 06 ottobre 2006 Luna. giovedì, 05 ottobre 2006 Patti si è sposata. Il suo nome in inglese era Deborah (sì, proprio quello con l'acca), ma le ho subito consigliato di sostiturilo con un meno impegnativo (a parte le battute ke si fanno in Italia sul nome Deborah - con l'acca, immaginate una cinese ke debba pronunciare quella dannatissima R, ke sta prima dell'acca!). Mi ha permesso così di darle un nuovo nome inglese: Deborah è diventata Patti, facile da pronunciare in tutte le lingue e lontano da ogni equivoco. Il suo nome in cinese innvece nn l'ho mai saputo. Patti, l'ho conosciuta nel cortile del condominio dove vivo a Pekino. Ogni pomeriggio dopo le sei sentivo una voce ke ostinatamente ripeteva delle parole in inglese per almeno due ore. Mi sono affacciata e ho visto una ragazza ke con andamento peripatetico leggeva da un quaderno. Un giorno (quello in cui le do il nuovo nome) rientrando da lavoro e mi fermo a kiakkerare con lei. Mi spiega ke studia inglese per ottenere una promozione nella compagnia pubblicitaria dove lavora. E’ soddisfatta del suo lavoro, ma una promozione farebbe bene al suo portafoglio. I nostri incontri diventano sempre più frequenti. Mi kiede come pronunciare dei vocaboli in inglese, in cambio mi aiuto con il cinese. Il tempo passa e il suo inglese fa passi da gigante, mentre il mio cinese avanza in maniera claudicante,: Patti mi dice ke è normale “Se l’inglese è poi la lingua più diffusa al mondo ci sarà pure un motivo, la sua semplicità!”. Mi sento confortata, ma poi mi dico ancora eppure il cinese è parlato da un miliardo e 300 milioni di persone. Lascio da parte le digressioni linguistike, l’importante è ke Patti abbia ottenuto la promozione e con essa ha potuto fissato anke la data del suo matrimonio. Il suo fidanzato lo conosce dall’università, stanno assieme da sei anni e ormai ora di sposarsi (Patti ha 28 anni), e il 2006 è l’anno migliore per farlo. Le kiedo di spiegarmi. Secondo il calcolo dell’ascensioni della luna, il 2006 ha due feste della primavera: la prima in gennaio e la seconda in dicembre. Due feste della prima vera vuole dire prosperità, felicità e ogni bene possibile! Patti poi aggiunge: “Spero di avere un figlio nel 2007, perké in Cina sarà l’anno del maiale, e i nati sotto questo sogno saranno fortunati”. Così, oggi 5 ottobre, Patti si è sposata. Io ero l’ospite straniero e facevo parte del comitato di “signorine” che accompagnano la sposa durante la cerimonia. La sveglia per Patti era stata fissata per le 7 del mattino, ora della sua ultima colazione da nubile a casa dei genitori. Alle 9 inizia il trucco e la vestizione della sposa. Patti ha voluto tra i vestiti della cerimonia anke quello bianco di foggia occidentale, sarà il primo a indossare. La damigella (ke in Cina è un’amica intima della sposa) assiste Patti in ogni suo movimento. A un certo punto, non si trova una scarpa della sposa, mi spiegano ke è normale: è compito del futuro marito trovarla nella casa di Patti, dove è stata ben nascosta. Alle 11, qualcuno suona alla porta, è proprio il fidanzato (Li Bin) ke accompagnato da alcuni amici è venuto a scoprire dov’è la scarpetta di Patti. Mi sembra di stare dentro la favola di cenerentola. Dopo i convenevoli con i futuri suoceri, inizia la caccia alla scarpa, gli bastano 15 minuti per scovarla, era sopra un armadio,poi aiuta Patti indossarla. Adesso la sposa è pronta, arriva il momento di dirigersi verso la casa dei genitori del fidanzato (in passato sarebbe stata anke la sua futura casa, in alcune zone di campagna lo è ancora). La damigella è accanto a Patti, la protegge con un ombrello rosso (colore matrimoniale per la Cina), le sta vicino e le ricorda di non voltarsi indietro, di non guardare la casa ke sta lasciando: se lo fa, porterà male al suo matrimonio. Patti cammina dritta tra le balze del suo vestito bianco di volat e pallettes. Non l’avevo mai vista così bella e sorridente. Andiamo a piedi, la casa del fidanzato è a quale centinaio di metri da quella di Patti: erano compagni di scuola perciò vicini di quartiere. I suoceri aspettano elegantissimi Patti nel salotto. Al centro della stanza, c’è un tavolino con sopra delle tazze da e una teiera fumante. Secondo la tradizione, Patti deve servire il tè ai suoceri, in segno di rispetto verso coloro ke l’accoglieranno nel la nuova casa. E’ un momento molto importante per gli sposi e si svolge nell’assoluto silenzio, con movimenti delicati ed eleganti. Fisso quest’attimo nella mia mente e sente come una coccola sulla faccia! E’ mezzogiorno, è ora di andare al ristorante dove gli invitati stanno aspettando gli sposi. Patti e Li Bin vanno nella stessa auto accompagnati rispettivamente dalla damigella e dal paggetto. Io e le altre “signorine” andiamo assieme, la nostra makkina è pure decorata di coccarde rosse. Il ristorante si trova in un albergo cinese di lusso. Gli invitati sono già seduti ai tavoli. All’ingresso della sala c’è un contenitore per gli hong bao (busta rossa), al loro interno ci sono dei soldi per gli sposi. Ogni invitato ne mette dentro una. All’arrivo degli sposi vengono accolti da un forte applauso. Li Bin e Patti siedono a un tavolo al centro della sala, con i genitori, la damigella, il paggetto e alcuni dei parenti più stretti. Inizia il banketto, come da tradizione, sono previste 12 portate. Li Bin e Patti non fanno a tempo a gustarle, devono andare tra un tavolo e l’altro a fare i brindisi, di bai jiu (liquore bianco, distillato di riso) per lo sposo e di tè per la sposa. Alla quinta portata, Patti si cambia d’abito, accompagnata dalla damigella. Dopo qualke minuto si ripresenta agli invitati vestita con un qi pao rosso (il vestito ke Maggie Cheung indossa nel film In the mood for love). Il qi pao rosso è l’abito che di solito si usa per i matrimoni, anke se adesso viene alternato dal vestito-meringa bianco occidentale. In rosso Patti è ancora più bella. Arrivano altri cinque piatti accompagnati da continui brindisi e inni agli sposi, poi Patti sparisce. E’ andata a cambiarsi di nuovo, è la volta del vestito di gala (un decoltè di finissima seta a fiori). Il taglio della torta nuziale concludere la cerimonia, accompagnato dalle note di un pianoforte e la voce di una cantante ke intona delle tradizionali canzoni cinesi sull’amore e la vita di coppia. Alcuni degli invitati danzano, sono per lo più le persone della mezza età, ke abituate a passare i pomeriggi dopo il lavoro al ballo sociale, conoscono i passi di quella musica. Il banchetto dura circa 5 ore. Alcuni degli invitati sono un po’ brilli. Io ero l’unica straniera, e in quanto tale ho stretto numerose mani e scattato foto in compagnia di sconosciuti. A volte, il bello della Cina è ke ti da la sensazione di essere una star! Ma, quella ke davvero brillava era Patti, la mia amica di conversazione sino-inglese. Adesso ke le serate dopo il lavoro non saranno più allietate dalla sua cantilena inglese ke risale dal cortile fino al quarto piano… Una precisazione: quello ke ho descritto sopra è il matrimonio tradizionale. La prima legge sul matrimonio venne stabilita in Cina nel 1952. Secondo questa legge ci si sposa in un ufficio del comune adibito a questa funzione. I cinesi lo riamano “registrarsi”, perké si registrano come nuovo nucleo familiare. Al momento della registrazione non assiste nessuno, ci sono solo gli sposi, ke alla fine della cerimonia ricevono un certificato, kiuso in una fodera di plastica rossa. I cinesi non indossano la fede. E’ stata una delle prime constatazioni ke ho fatto arrivando a Pekino, mi dicevo “Ma non è possibile: nessuno è sposato?” Poi, ho scoperto ke la fede nuziale ha dei limiti territoriali e culturali. In Cina le donne la sostituiscono con un bracciale in giada. Adesso, però, appaiono le prime coppie con la fede al dito. I confini territoriali e culturali a volte possono essere superati! postato da Pekino |
22:11 | commenti (1)
lunedì, 02 ottobre 2006 Beijing International Music Festival. Si apre il nono Beijing International Music Festival. Il Festival ospita i concertisti di musica classica più celibri al mondo, solo per citare due noi (e dare ampio svogo allo shauvinismo) Riccardo Muti e Maurizio Pollini. E' un mese di note al Poly Theatre di Pekino, in 26 rappresentazioni. E' un'organizzazione colossale per portare il meglio della musica classica alle orekkie dell'élite cinese. I biglietti sono molto cari: il più economico costa 480 RMB (48 euro circa). Il prezzo dei biglietti è così alto non solo a causa dei caché degli artisti (si vocifere 70 mila euro per un solo concerto del maestro Muti), ma anke perké l'organizzazione deve riprendere il prezzo dei biglietti ke obbligata a dare gratuitamente alle auterità cinese e straniere e a tutte quelle persone con cui ha stabilito "relazioni vitali", . Il teatro è decorato di fiori, come la hall viennese del Concerto di Capodanno. Gli spettatori cinesi sono pronti a fotografare ogni particolare della serata, qualke foto viene anke rubata durante il concerto, nonostante le maschere sia sempre attente a sventare il violatore delle regole teatrali. Io ho assistito al concerto del Maestro Pollini. I cinesisono rimasti estereffatti dall'esecuzione perfetta di Beethoven, Lintz, Chopin e hanno kiesto almeno 5 bis, tutti concessi dal maestro. Alla fine del concerto, molti di loro si sono accalcati davanti al manifesto del concerto (una gigantografia di Pollini) per farsi immortalare, con il simpatcio spirito dell' "ank'io c'ero"! I cinesi vanno al teatro vestiti in maniera casual, nessun abito lungo e scuro, molti colori, qualcuno addirittura approfitta dei 25 minuti di intervallo per lavorare al proprio PC. Anke in questo caso: la Cina è tutt'altra cosa! Mentre il Maestro Pollini suonava, il mio pensiero andava alla campagna cinese, a come sia paradossale assistere a Pekino a dei concerti di altissimo livello per cui vengono investiti milioni di RMB, mentre nelle campagne spesso non ci sia la corrente elettrica per ascoltare la radio. Anke in un concerto di musica classica, la Cina mostra le sue contraddizioni (fragilità del gigante economico asiatico?). domenica, 01 ottobre 2006 1 Ottobre: Guoqingjie. Io e l'Ayi (vuol dire zia, ma si usa per kiamare una signora più grande) ci siamo date appuntamento alle quattro del mattino, per andare in bicicletta a Piazza Tian'An Men, per vedere l'alzabandiera (shang qi) delle sei. E' un giorno speciale, così come sarà speciale il valore dell'alzabandiera. Oggi, infatti, è Guoqingjie, la Festa Nazionale della Repubblica Popolare Cinese. Si evoca il discorso che Mao Zedong fece 57 anni fa da Tian'An Men in cui il leader del Partito Comunista Cinese (PCC) proclamava la creazione della Repubblica Popolare e la relativa rinascita della Cina contro quello ke era stato un potere oppressore e corrotto, come quello dell'imperatore. Ancora oggi i simboli parlano kiaro: una grande foto di Mao sull'ingresso della Città Proibita. Durante guoqinqjie, la simbologia della piazza si arikkisce: in mezzo alla piazza specularmente alla foto di Mao viene installata la foto di Sun Yet-Sen (ke i cinesi kiamano Sun Zhong Shan). Infatti, nn bisogna dimenticare ke fu possible avere una Repubblica Popolare solo perké già nel 1912 Sun Yet-Sen, leader del Partito Nazionalista Cinese (PNC), aveva creato la Republica cinese, costringendo l'Inperatore Pu Yi ad abdicare. Anke se i rapporti tra PNC e PCC divennero tesi fino alla rottura tra Mao e Chian Khai-Shek, oggi nn si dimentica il ruolo fondamentale svolto da Sun. La storia mi ha distratta da quello ke volevo raccontare. Divevo incontro l'Ayi e in bicicletta ci dirigiamo verso la grande piazza, è ancora buio, ma il sole da lì a poco sorgerà. Arriviamo da una strada secondaria, dove è più facile posteggiare le bici. Da qui entriamo nella piazza: WOW, il mare di pietra (soprannome ke la piazza si è guadagnato per i suoi 40 ettari di superficie) era pieno di gente. Quanti? Alla vigilia i giornali parlavano di 2 milioni di visitatori dal tutta la Cina per il vedere lo shang qi più famoso del Paese. Era letteralmente un "mare di gente", ke nonostante tutte le barriera, i percorsi segnati messi per l'occasione dalle autorità cinesi era riuscito a essere lì in attesa dei 32 soldati dell'alzabandiera. L'Ayi e io ci sentiamo piccole piccole, ma riusciamo a conquistare un buona posizione per vedere l'alzabandiera, nonostante l'aria cupa da inquinamento. Sono le sei: si inizia! Il sole sorge, la bandiera svetta sul pennone, le colombe vengono liberate, ma nessuno canta l'inno nazionale (guo ge). Passano poki attimi dalla cerimonia e la folla comincia a disperdersi. Inizia la corsa alla visita dei monumenti e dei musei. Per i cinesi venuti da fuori è importante fare il più possibile in questi giorni di festa (una settimanadi vcanza per gli uffici statali e alcune imprese; i mercati e i cantieri non si fermano mai invece), kissà quando ripasseranno da Pekino. Nonostante Pekino sia una grande metropoli si riesce percepire l'atmosfera della festa: il traffico è ridotto, la gente è ben vestita, molte donne indossano abiti rossi, i bimbi vanno in giro con i propri genitori, fiori rossi e gialli decorano strade e monumenti insieme alle mascotte delle Olimpiadi Pekino 2008. Con l'Ayi rientriamo a casa, nn troppo soddisfatte della cerimonia - lei era stata qualke anno fa e c'era la parata militare (ke adesso fanno ogni 5 anni per risparmaire), io inece ero stata nel 2004 e 2005, nel pomeriggio e avevo trovato sempre lo stesso "mare di gente". |