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sabato, 30 dicembre 2006 A ki vuole essere genitore di un bimbo cinese. L'8 dicembre il China Center for Adoption Affairs (CCAA) ha annunciato nuove norme per le adozioni internazionali di bimbi cinesi. Le informazioni ufficiali sono sul suo sito, (www.china-ccaa.org), e pubblicate sui gionali cinesi il 26 dicembre 2007. Le nuove norme dovrebbero entrare in vigore il 1 maggio 2007. I punti fondamentali sono i seguenti: postato da Pekino |
22:05 | commenti (1)
lunedì, 25 dicembre 2006 Natale a Pekino... Suona come un film di Enrico e Carlo Vanzina. Magari sarà il titolo del loro prossimo film, per il Natale 2007. Il locale dove ho passato questo Natale ne aveva di sicuro tutti i requisiti. Disegnato da Philip Stark, si kiama Lan e si trova in una delle più prestigiose avenue di Pekino, Jianguomenwai. E' la strada ke per prima ha ospitato le ambasciate e i residence internazionali, dove poi con l'apertura delle relazione internazionali, il governo cinese a fatto costruire il Negozio dell'Amicizia. Nome non fu più profetico di questo: l'amicizia economica tra i popoli. Il negozio dell'amicizia era infatti l'unico posto dove gli stranieri a Pekino potevo acquistare beni (alimenti, libri, giornali, vestiti, arredamento quant'altro), ulizzando una speciale moneta per stranieri, Foreign Exchange Currency, in vigore fino agli anni '90. Adesso, il Negozio dell'Amicizia rimane simbolo di un periodo ke fu: gli stranieri fanno gola a qualsiasi negozio e in qualsiasi negozio possono comprare! 6.000 mq, più di 1.000 coperti, 2.000 pezzi di porcellana di design italiano ma manifattura cinese, altrettanti bicchieri di cristallo, 6 toilette (catastabili!) accessoriate, una ventina di salette private e una squadra di 50 camerieri a disposizione dei clienti fanno di Lan un posto più unico ke raro a Pekino. Il biglietto di ingresso per la cena di Natale costava 200 euro circa. 600 invitati circa (tra paganti e non - io inclusa!), che probabilmente rappresentavano il 3% del PIL di Pekino (nel 2005 il PIL della città ha raggiunto i 5.457 US$ procapite, e una crescita annua pari al 8,1%). La cena era a base di piatti fusion, poco comprensibili al mio palato, accompagnati da bottiglie di pregiato cabernet sauvignon australiano (la carta dei vini non è male, con incluso il Greco di Tufo). E alla mezzanotte si è brindato con bottiglie di vero champagne! Quasi tutto era perfetto: le decorazioni, i gesti, e i sorrisi; solo la musica stonava con la cena, sparata da una consolle a tutto volume, copriva un vasto repertorio: da Sinatra ai Wham, per concludere con il più recent hippop. Sono convinta ke la bellezza della serata stava nella materialità sfarzosa di Lan, nel suo stile arzigogolato, quasi rococo, in cui mobili di stili e provenienze diversi fanno speciale quei 6000 mq di superficie, divisi solamente da grandi tende da campo militare stampate con le opere dei grandi pittori italiani del Rinascimento. Neanke la mise delle belle e ricche signore cinesi riusciva a competere con l'originale bellezza di Lan. Mentre ero lì pensavo: "Forse questo posto rispecchia quello ke il mondo presto diventerà, un insieme di cose diverse, stravanganti, ma unike e per il fatto di essere unike stanno bene con delle altre altrettanto unike!" Ke poki conoscessero il significato del brindisi di mezzanotte è quasi scontato, di cosa quel momento significasse per l'intera comunità cristiana cattolica, ke in quel momento ancora (a causa del uso orario) si stava preparando alla natività. C'è ki parla di invasione culturale dell'Occidente, ki critica i decori natalizi delle città cinesi. Lo sfogo alle critike è stato dato da una lettera apparsa su alcuni quotidiani cinesi, scritta da 10 dottorandi delle 10 più famose università cinesi, in cui si denunciava la contaminazione della cultura cinese da parte delle tradizioni occidentali. La Cina sa però ke la contaminazione nn può essere fermata: è la questione aperta del nuovo millennio. E' aperta per tutti i Paesi, ma la Cina all'interno del dibattito ha forse una responsabilità più forte rispetto ad altri Paesi, o almeno così viene percepito quando si parla di globalizzazione cinese (crescente migrazione cinese e made in China, il markio più diffuso al mondo). Uno dei più famosi editorialisti cinesi, Liu Shinan, ha risposto ai volentorosi dottorandi, www.chinadaily.com.cn/opinion/2006-12/27/content_768423.htm. Natale a Pechino, sì, sarebbe un titolo perfetto per un prossimo film dei Vanzina. Sarebbe un riflesso interessante degli italiani in Cina, ke si confrontano con l'emergente fetta opulente della società cinese. postato da Pekino |
04:22 | commenti (1)
giovedì, 21 dicembre 2006 Nei giorni di Natale... ... qualcosa di importante e atteso da tempo, accadrà tra la Cina e il Giappone! Una commissione sul ruolo del Giappone durante la II Guerra Mondiale si riunirà. Dieci esperti cinesi e dieci giapponesi si incontreranno per discutere le versioni contrastanti tra i due paesi sul ruolo del Giappone prima e durante la Seconda Guerra Mondiale e i crimini commessi nei territori conquistati da Tokyo. Non è solo un problema tra storici ma una questione politica. La ferita tra il Giappone e gli altri Paesi non è stata rimarginata (come invece è successo quasi completamente per la Germania). La Cina e altri Paesi dell'Estremo Oriente rinfacciano ancora oggi al Giappone di non aver compiuto un completo mea culpa e di non divulgare correttamente gli avvenimenti nei libri di storia per le scuole. Le visite dell'ex premier Koizumi al sacrario giapponese dove sono sepolti anche criminali di guerra ha innescato una crisi politica. La questione è anke un ostacolo nel processo innescato da Tokyo per eliminare i vincoli imposti al Giappone dopo la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale e tornare ad avere un ruolo internazionale anche nel campo della sicurezza. Tanto tempo fa', avevo affrontato questa questione in uno dei miei post, dicendo ke in Asia era mancato uno spirito alla Brandt, disposto alla riconciliazione. Sarà invece arrivata l'ora di Shinzo Abe? venerdì, 15 dicembre 2006 E' quasi Natale. A Pekino fa un pò di freddo. Ma mentre si cammina per strada si è distratti da altro, piuttosto che dal freddo. Sono le luci e le decorazioni natalizie che rivestono la città! E' davvero particolare la sensazione che si avverte. E' il terzo anno che mi trovo in Cina durante il periodo natalizio e ogni anno vengo sopresa dalla crescita delle decorazioni, dalla corsa sempre più frenetica ai regali. In Italia, si discute ancora se preferire la Festa dei Morti o quella di Halloween. I cinesi hanno fatto presto: non si sono persi in kiakkere. Il Natale così come il Capodanno non sono feste loro, ma intanto loro sono pronti a ricordarle, e ki può permetterselo a festeggiarle con qualche cena e qualke regalo. Il messaggio è chiaro: ogni festa, non importa da dove venga, fa bene al cuore!
domenica, 10 dicembre 2006 Quello ke soprende... è come nell'immaginario collettivo i cinesi passino per invasori, ke colonizzano le città occidentali. La logica Occidente/Oriente si ripropone in tutte le sue |