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Cronake semiserie dalla Cina. Da un'idea occidentale di Elena Asciutti

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lunedì, 25 dicembre 2006
 

Natale a Pekino...

Suona come un film di Enrico e Carlo Vanzina. Magari sarà il titolo del loro prossimo film, per il Natale 2007. Il locale dove ho passato questo Natale ne aveva di sicuro tutti i requisiti. Disegnato da Philip Stark, si kiama Lan e si trova in una delle più prestigiose avenue di Pekino, Jianguomenwai. E' la strada ke per prima ha ospitato le ambasciate e i residence internazionali, dove poi con l'apertura delle relazione internazionali, il governo cinese a fatto costruire il Negozio dell'Amicizia. Nome non fu più profetico di questo: l'amicizia economica tra i popoli. Il negozio dell'amicizia era infatti l'unico posto dove gli stranieri a Pekino potevo acquistare beni (alimenti, libri, giornali, vestiti, arredamento  quant'altro), ulizzando una speciale moneta  per stranieri, Foreign Exchange Currency, in vigore fino agli anni '90. Adesso, il Negozio dell'Amicizia rimane simbolo di un periodo ke fu: gli stranieri fanno gola a qualsiasi negozio e in qualsiasi negozio possono comprare!

6.000 mq, più di 1.000 coperti, 2.000 pezzi di porcellana di design italiano ma manifattura cinese, altrettanti bicchieri di cristallo, 6 toilette (catastabili!) accessoriate, una ventina di salette private e una squadra di 50 camerieri a disposizione dei clienti fanno di Lan un posto più unico ke raro a Pekino. Il biglietto di ingresso per la cena di Natale costava 200 euro circa.  600 invitati circa (tra paganti e non - io inclusa!), che probabilmente rappresentavano il 3% del PIL di Pekino (nel 2005 il PIL della città ha raggiunto i 5.457 US$ procapite, e una crescita annua pari al 8,1%). La cena era a base di piatti fusion, poco comprensibili al mio palato, accompagnati da bottiglie di pregiato cabernet sauvignon australiano (la carta dei vini non è male, con incluso il Greco di Tufo). E alla mezzanotte si è brindato con bottiglie di vero champagne! Quasi tutto era perfetto: le decorazioni, i gesti, e i sorrisi; solo la musica stonava con la cena, sparata da una consolle a tutto volume, copriva un vasto repertorio: da Sinatra ai Wham, per concludere con il più recent hippop. Sono convinta ke la bellezza della serata stava nella materialità sfarzosa di Lan, nel suo stile arzigogolato, quasi rococo, in cui mobili di stili e provenienze diversi fanno speciale quei 6000 mq di superficie, divisi solamente da grandi tende da campo militare stampate con le opere dei grandi pittori italiani del Rinascimento. Neanke la mise delle belle e ricche signore cinesi riusciva a competere con l'originale bellezza di Lan. Mentre ero lì pensavo: "Forse questo posto rispecchia quello ke il mondo presto diventerà, un insieme di cose diverse, stravanganti, ma unike e per il fatto di essere unike stanno bene con delle altre altrettanto unike!" Ke poki conoscessero il significato del brindisi di mezzanotte è quasi scontato, di cosa quel momento significasse per l'intera comunità cristiana cattolica, ke in quel momento ancora (a causa del uso orario) si stava preparando alla natività. C'è ki parla di invasione culturale dell'Occidente, ki critica i decori natalizi delle città cinesi. Lo sfogo alle critike è stato dato da una lettera apparsa su alcuni quotidiani cinesi, scritta da 10 dottorandi delle 10 più famose università cinesi, in cui si denunciava la contaminazione della cultura cinese da parte delle tradizioni occidentali. La Cina sa però ke la contaminazione nn può essere fermata: è la questione aperta del nuovo millennio. E' aperta per tutti i Paesi, ma la Cina all'interno del dibattito ha forse una responsabilità più forte rispetto ad altri Paesi, o almeno così viene percepito quando si parla di globalizzazione cinese (crescente migrazione cinese e made in China, il markio più diffuso al mondo). Uno dei più famosi editorialisti cinesi, Liu Shinan, ha risposto ai volentorosi dottorandi, www.chinadaily.com.cn/opinion/2006-12/27/content_768423.htm.

Natale a Pechino, sì, sarebbe un titolo perfetto per un prossimo film dei Vanzina. Sarebbe un riflesso interessante degli italiani in Cina, ke si confrontano con l'emergente fetta opulente della società cinese.

postato da Pekino | 04:22 | commenti (1)